LEGGI L'INTRODUZIONE



INTRODUZIONE



Avvicinarsi alla comprensione del linguaggio dei fiori significa accostarsi alla purezza della natura ed elevare i più raffinati sentimenti dell’animo umano, ad arte.
Per l’uomo in genere, e in particolare l’Occidentale, la filosofia della vita non è altro che la negazione di essa poiché la sua attenzione è totalmente rivolta a problemi esterni al proprio es­sere; l’unica sua meta infatti, è quella di possedere, e più possiede, più si illude di imporsi al mondo. La bellezza della natura non trova spazio per essere apprezzata e i sentimenti più delicati vengono so­praffatti dalla bramosia di potere.
Se anziché assoggettarsi alla società consumi­stica, si cercasse di guardare dentro al proprio es­sere, si sentirebbe un gran bisogno d’amore che solo la bellezza armoniosa della natura può colmare.
Osservando la flessuosità di un filo d’erba, sentendo la morbidezza del petalo di un fiore e il suo profumo, si sente la vita scorrere nel proprio corpo e si è contenti: si ha voglia di amare.
Quest’anima, che il fiore racchiude in sé, è vivificata nell’Ikebana: il culto dei fiori, che i giap­ponesi hanno assunto ad arte.
Vi è molta diversità nel disporre i fiori fra orientali e occidentali ed è proprio in questa diversità che si coglie la differenza fra modalità esisten­ziale dell’essere e quella dell’avere.
Un poeta giapponese, Bashò, vissuto tra il 1644 e il 1694, scrive dei versi che, tradotti in ita­liano, significano:


Se guardo attentamente
vedo il nazuna che fiorisce
accanto alla siepe”.[1]  



La reazione di Bashò alla vista di un fiore, è quella di contemplarlo per “vederlo”.
Tennyson, poeta inglese del XIX secolo, scrive invece dei versi che tradotti in italiano stanno ad esprimere:


“Fiore in un muro screpolato,
 ti strappo dalle fessure,
 ti tengo qui, radici e tutto, nella mano,
 piccolo fiore – ma se potessi capire
 che cosa sei, radici e tutto,
 saprei che cosa è Dio e cosa è l’uomo.”[2]


La reazione di Tennyson nel vedere un fiore è quella di “averlo” e per questo ne strappa anche le radici.
Le due poesie mettono in evidenza la diffe­renza che esiste fra i due poeti: Bashò ha fatto pro­pria la modalità esistenziale dell’essere; Tennyson invece, sente il bisogno di “possedere”, di “avere”.
Per il giapponese dunque, il fiore rappresenta l’espressione della vita e con esso, attraverso l’arte dell’Ikebana, riesce a manifestare i sentimenti più alti del suo animo.
L’Ikebana, nel suo accostarsi alla natura e ai sentimenti più puri dell’animo umano, diventa per l’uomo, un mezzo per ritrovare sé stesso e liberarsi dalle innumerevoli nevrosi che la vita odierna elargisce.
Il suo effetto rilassante può essere paragonato a quello che si avverte in una seduta psicoterapeu­tica, con la differenza che nel primo caso si arriva ad essere in contatto col proprio corpo in modo spontaneo, senza l’intervento di una seconda per­sona.
Questo aspetto terapeutico dell’Ikebana si ri­scontra in tutte le arti Zen, dove il concreto e l’inafferrabile, il dentro e il fuori raggiungono una compiutezza tale da permettere a colui che si avvia per questa strada di liberarsi dalle sue ansie, dal problema di essere o non essere e sentirsi quindi, secondo il modo di esprimersi dei maestri Zen: Illuminato.


[1] Erich Fromm, “Avere o Essere?” , pag.33.
[2] Erich Fromm, “Avere o Essere?”, pagg. 32, 33.

8 commenti:

  1. tutto chiarissimo... brava

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  2. mi piace molto la filosofia espressa .E' un'arte che ho sempre desiderato apprendere .Purtroppo il tempo e' sempre poco ma .non si sa mai .Ottimo lavoro

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  3. Anche qui un carezzevole sostegno...grazie grazie grazie...!

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  4. interessante,complimenti!

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  5. Grazie Anonimo...mi dici il tuo nome?

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  6. Gentile dott.ssa Valinoti,
    sono una maestra di Ikebana della Scuola Sogetsu e condivido appieno e confermo il fine "teraupetico" per lo spirito che è possibile raggiungere praticando l'arte Ikebana.
    Mi piacerebbe avere la possibilità di incontrarLa e di conoscerLa.
    Tra l'altro proprio questo sabato 13 ottobre partirà un corso di Ikebana Sogetsu a Salerno.
    Le lascio il mio indirizzo email dove potrà contattarmi in qualsiasi momento: ikebana.sogetsu@teletu.it oppure artikebana@artikebana.com.

    Grazie per l'attenzione e a presto.

    Maria Domenica Castrì
    Maestra Ikebana Sogetsu

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  7. Che bello! Finalmente un libro di ikebana in Italia dopo quelli di anni fa della sig.ra banti Pereira e della Zampierini Pucci. Se verrà a Roma a presentarlo mi farebbe piacere incontrarla e son sicuro lo sarebbero anche tutti i miei allievi (sono maestro di Ikebana Sogetsu http://www.facebook.com/ikebanado http://lucaramacciotti.wordpress.com/). E lo stesso se per caso venisse in Toscana che tengo un corso pure lì.

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  8. Salve, io sono un'allieva del maestro sopra citato Luca Ramacciotti, grazie a lui sto portando avanti il mio cammino verso la via dei fiori da tre anni. Sono in totale accordo con quanto letto e le faccio i complimenti per la grazia con la quale rende nota la nostra passione per l'ikebana. Gestisco un caffè letterario in Abruzzo, se il suo editore fosse interessato ad una presentazione dalle mie parti, io ne sarei onorata. Su fb può trovare il mio club sotto la dicitura di CIRCOLO PICKWICK LANCIANO, oppure può contattare direttamente me, sempre su fb. Cordialità

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